Jacopo Lombardini - Centro Culturale Jacopo Lombardini


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Jacopo Lombardini

Il 25 aprile 1945 un uomo alto e magro entrava nella camera a gas del campo di Mauthausen: era Jacopo Lombardini; con lui c’erano dei giovani partigiani, degli ebrei, altri deportati, le ultime vittime del nazismo che varcavano la tragica soglia nel cuore della Germania.

Dietro di lui c’era una lunga storia: figlio di minatori delle Alpi Apuane, Lombardini aveva faticosamente potuto ottenere la licenza magistrale, ma non aveva potuto insegnare che per pochi anni: antifascista convinto, era stato picchiato, deriso, allontanato da ogni regolare posto di lavoro.

Negli anni peggiori della crisi, aveva trovato la fede in Dio, attraverso la predicazione di un piccolo gruppo evangelico, ed era divenuto lui stesso predicatore volontario.

Dopo aver vissuto di stenti durante il “ventennio”, all’inizio della seconda guerra mondiale egli aveva finalmente trovato un lavoro in Piemonte, tra i Valdesi. Ma ben presto cominciò la Resistenza armata e quest’uomo di 53 anni si sentì in dovere di partecipare alla lotta, insieme ai montanari valdesi, insieme ai giovani a cui aveva pazientemente spiegato per anni la falsità della menzogna fascista: quei giovani, quei montanari lo accettarono volentieri come compagno di lotta ed anche come “predicatore evangelico”.
Dopo meno di un anno veniva catturato e spedito a Mauthausen.

Jacopo Lombardini non era un eroe. Era solo un credente che aveva voluto vivere la sua vita in modo coerente: quindi mediante un impegno pieno nella realtà umana, sociale e politica.
Il fascismo non gli aveva permesso di insegnare nelle scuole dello stato ma era stato egualmente un maestro.


Perciò il suo nome è stato ripreso nel 1968 da un gruppo di intellettuali e di tecnici che desideravano esprimere concretamente la loro solidarietà con la classe lavoratrice: insegnamento e partecipazione, antifascismo e passione politica, predicazione e testimonianza; su questi tre elementi si è fondata la storia del Centro Culturale Jacopo Lombardini.


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Il Lombardini in TV

da RAI STORIA - Ritorno al presente: "La comune di Cinisello - Una porta sempre aperta"
Prima parte
Seconda parte
Terza parte

da Protestantesimo - 20.02.2011
Conclude la trasmissione il servizio: "Ti racconto la mia storia" un incontro con Toti Rochat.


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